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Lois Openda dice che la Juventus non era adatta al suo gioco in profondità

Juventus Stadium

Lois Openda e la sua esperienza alla Juventus: riflessioni su un anno difficile e le prospettive future per l’attaccante belga

Lois Openda, attualmente protagonista con la maglia del Lione, ha recentemente condiviso alcune riflessioni sulla sua esperienza alla Juventus. Nonostante l’entusiasmo iniziale per il trasferimento, il suo anno a Torino è stato caratterizzato da difficoltà tattiche e opportunità limitate. L’attaccante belga, intervistato da L’Equipe, ha offerto uno sguardo approfondito sui motivi che hanno reso la sua permanenza in bianconero complicata, evidenziando le sfide incontrate in un campionato esigente come quello italiano.

Le difficoltà di adattamento al gioco della Juventus e il ruolo di Vlahovic

Openda ha spiegato che, nonostante il sostegno iniziale del tecnico Igor Tudor e dell’amministratore delegato Damien Comolli, il suo stile di gioco, basato sulla profondità, non si adattava alle dinamiche tattiche della Juventus. Nel suo racconto, l’attaccante ha sottolineato come Vlahovic e Jonathan David fossero già figure centrali nell’attacco bianconero. Questi elementi hanno limitato le sue opportunità di esprimersi al meglio. Openda ha dichiarato: “L’allora amministratore delegato della Juve Damien Comolli mi ha contattato nell’estate del 2025 spiegandomi i progetti per me nel club”. Tuttavia, ha riconosciuto che la presenza di Vlahovic, che raramente cedeva il pallone, ha ulteriormente complicato la sua integrazione. Nonostante ciò, Openda ha ammesso di aver lavorato su aspetti del suo gioco che non aveva mai curato prima, suggerendo che in condizioni diverse avrebbe potuto rendere meglio.

Un bilancio tra difficoltà e crescita personale a Torino

Nonostante le difficoltà incontrate, Openda ha trovato aspetti positivi nella sua esperienza alla Juventus. Ha riconosciuto che il periodo trascorso a Torino gli ha permesso di migliorare alcuni aspetti del suo gioco. L’attaccante ha sottolineato che, anche se non tutto è andato secondo le aspettative, le sfide affrontate hanno contribuito al suo sviluppo personale e professionale. Openda ha concluso riflettendo sul potenziale che avrebbe potuto esprimere in un sistema di gioco più adatto alle sue caratteristiche. Questa esperienza, seppur breve e complessa, ha arricchito il suo bagaglio di competenze, preparandolo per nuove sfide nel calcio internazionale.


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