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Juventus, Ardoino è stato chiaro: “Si può comprare”

Il CEO di Tether, Paolo Ardoino, spiega perché la società di stablecoin ha investito nella Juventus. I dettagli.
Il mondo dello sport e quello delle criptovalute si incrociano sempre più spesso, creando sinergie che vanno oltre il semplice aspetto finanziario. In questo contesto, l’ingresso di Tether, la più grande stablecoin al mondo, nella Juventus ha acceso i riflettori su una collaborazione che unisce passione calcistica, tecnologia e visione imprenditoriale.

Un investimento tra passione e opportunità
Non è la prima volta che società legate al mondo delle criptovalute investono nello sport. Sponsorizzazioni, partnership e acquisizioni stanno diventando sempre più comuni, spinti dalla visibilità globale che le grandi squadre offrono. Tuttavia, l’investimento di Tether nella Juventus non si limita a una questione di immagine. Dietro questa operazione si nasconde una strategia ben precisa che Paolo Ardoino, CEO della società, ha recentemente svelato in un’intervista a Il Secolo XIX.
Paolo Ardoino, ligure di origine e tifoso bianconero, ha spiegato che la scelta di investire nella Juventus è stata dettata da diversi fattori. Oltre alla passione personale, la squadra rappresenta un’importante opportunità di crescita per Tether, grazie all’applicazione delle proprie tecnologie innovative nel mondo del calcio.
“Tether ha una sussidiaria, Tether Investments, che ha investito in diverse aziende una cifra superiore ai 2 miliardi di dollari. Aziende che vanno dall’intelligenza artificiale all’agricoltura. Perché la Juve? Perché siamo tifosi, perché è una grande società in difficoltà, e perché è lo sbocco naturale delle nostre tecnologie. Con la nostra intelligenza artificiale possiamo aiutarla a ottimizzare i processi, analizzare i concorrenti, usare i big data per prendere le decisioni”, ha dichiarato Ardoino.
L’obiettivo, dunque, non è solo finanziario, ma anche tecnologico e gestionale, offrendo alla Juventus strumenti avanzati per affrontare un momento complesso e rilanciarsi con una visione innovativa.
Minoranza oggi, ma il futuro è aperto
Attualmente, Tether detiene una quota di minoranza, poco superiore al 5%, frutto di un investimento di circa 50 milioni di euro. Una cifra che, se confrontata con i 13,7 miliardi di profitti registrati dalla società nel 2024, appare modesta. Tuttavia, la domanda che molti si pongono è se questo sia solo il primo passo verso un’acquisizione più ampia.
Su questo punto, Ardoino è stato chiaro: “Si può comprare solo quello che è in vendita. Per ora abbiamo una minoranza, poco sopra il 5%. Abbiamo investito una cinquantina di milioni che, sui nostri 13,7 miliardi di profitti del 2024, sono poca cosa. Potevamo permettercelo. Comprare la Juve? Siamo appena entrati, dobbiamo prima farci un’idea.”
Insomma, il futuro resta aperto. Per ora Tether è un semplice azionista, ma la sua presenza potrebbe presto trasformarsi in qualcosa di molto più significativo.
