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“Proviamo a vincerle tutte”: il forte discorso di Igor Tudor

Le parole del tecnico croato cercano di smuovere un ambiente che era diventato pesante, passando dal DNA juventino.
Domenica 6 aprile 2025, lo Stadio Olimpico si veste a festa per una classica del calcio italiano: Roma contro Juventus, 31ª giornata di Serie A. È molto più di una partita, è un crocevia che potrebbe cambiare il destino di entrambe le squadre. La Roma di Claudio Ranieri cavalca un momento d’oro e vuole cementare le sue ambizioni europee, mentre la Juventus di Igor Tudor, dopo il risveglio contro il Genoa, cerca ossigeno per la rincorsa al quarto posto, biglietto per la Champions. In un Olimpico ribollente di passione, con le curve pronte a spingere e il tutto esaurito già annunciato, si gioca una sfida che sa di spareggio. La tensione è alle stelle, e il tecnico bianconero lo sa bene.

Tudor scuote i suoi: “Orgoglio e futuro, dipende da noi”
Alla Continassa, come riporta il Corriere dello Sport, Igor Tudor ha preso la parola con un discorso che ha colpito nel segno. “Non siamo qui per partecipare, siamo la Juventus e dobbiamo dimostrarlo. Basta alibi, è ora di tirar fuori l’orgoglio”, ha detto ai suoi, con quel tono ruvido che lo contraddistingue. Poi, un’apertura personale: “Io vi aiuto a rendere al meglio, voi datemi una mano a restare qui e costruire un altro futuro insieme”. Il tecnico croato, infatti, ha due clausole ad hoc all’interno del suo contratto. È un patto, una promessa reciproca. Il croato ha battuto sul tasto dell’identità bianconera, richiamando i giocatori a sentirsi parte di una storia che non tollera passi falsi. Un appello alla testa e al cuore, per trasformare una stagione grigia in qualcosa di importante.
“Vincerle tutte”: la sfida impossibile di Tudor
Non contento, Tudor ha alzato il tiro. “Voglio fame, voglio cattiveria. A Roma dobbiamo giocare come se fosse l’ultima partita della nostra vita”, ha tuonato. E poi, la frase che ha fatto rumore: “Proviamo a vincerle tutte”. Un sogno, una provocazione, un guanto di sfida lanciato a una squadra che deve ritrovarsi. Con il suo 3-4-2-1 pronto a mordere, il tecnico ha chiamato Vlahovic a fare il trascinatore e i giovani a metterci l’anima. “Andiamo a Roma per prenderci quello che ci spetta”, ha chiuso, con la grinta di chi vede nell’Olimpico non un ostacolo, ma un’opportunità. Ora tocca ai bianconeri rispondere sul prato verde.
