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Roberto Sorrentino dice che la Juventus è rafforzata nonostante la sconfitta col Galatasaray
Analisi dettagliata delle dinamiche interne alla Juventus attuale, con un focus sulle dichiarazioni di Roberto Sorrentino e il confronto con il passato.
La Juventus, dopo una serie di prestazioni altalenanti, si trova a riflettere sui recenti risultati e sulle strategie future. Il club torinese, attualmente guidato da Luciano Spalletti, ha mostrato segni di reazione positiva nonostante un’eliminazione dolorosa in Champions League contro il Galatasaray. Roberto Sorrentino, ex preparatore dei portieri della Juventus, offre una prospettiva unica sulla situazione attuale della squadra, paragonandola a esperienze passate e suggerendo miglioramenti per il futuro.
La Juventus tra difficoltà attuali e prospettive di rilancio
Secondo Roberto Sorrentino, la recente eliminazione dalla Champions League, pur avendo un “peso economico importante”, non ha intaccato il morale della squadra. Nonostante la sconfitta, la Juventus ha dimostrato uno spirito combattivo, soprattutto considerando le tre sconfitte consecutive subite. Sorrentino sottolinea che il problema principale risiede nell’attacco: la squadra manca di peso offensivo e fatica a concretizzare le occasioni create. Per la Juventus, un giocatore come Victor Osimhen sarebbe ideale per riportare la squadra ai vertici del calcio europeo. La società sembra determinata a rinforzare il reparto offensivo, riconoscendo che a volte “basta un campione vero più di tre giocatori normali” per fare la differenza.
Esperienze passate e riflessioni sul ruolo del portiere
Sorrentino ripercorre anche il suo passato alla Juventus, ricordando gli anni con Maifredi e Trapattoni. La gestione dei portieri è un altro tema centrale. La recente decisione di schierare Perin al posto di Di Gregorio è vista come una mossa per gestire l’aspetto mentale di quest’ultimo. Sorrentino ritiene che un portiere debba essere gestito con attenzione, soprattutto in momenti di difficoltà. Inoltre, sottolinea l’importanza dell’adattamento del portiere alle nuove esigenze tattiche, come la capacità di giocare con i piedi. Infine, Sorrentino si pronuncia sul VAR, considerandolo uno strumento utile ma bisognoso di regolamentazione per evitare di alterare la percezione delle azioni di gioco.