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La Juventus ha solo il 6% di italiani tra i titolari e Carnevali vuole cambiare
Juventus e la sfida di ritrovare la sua identità storica: l’importanza di aumentare il numero di giocatori italiani in squadra.
La Juventus, una delle squadre più iconiche del panorama calcistico italiano, si trova di fronte a un dilemma significativo. Tradizionalmente una delle principali fucine di talenti per la Nazionale italiana, la Vecchia Signora ha visto una drastica riduzione del numero di giocatori italiani nelle sue formazioni titolari. Questo cambiamento, avvenuto sotto la guida dell’attuale allenatore Luciano Spalletti, sta sollevando preoccupazioni riguardo alla perdita di una parte essenziale dell’identità storica del club.
L’analisi delle formazioni e la scarsità di giocatori italiani tra i titolari della Juventus
Un’analisi dettagliata delle prime cinque giornate della Serie A 2026-27 rivela dati sorprendenti: su 55 posti complessivi da titolare, solo 8 sono stati occupati da calciatori italiani, rappresentando appena il 14,5%. Se si esclude il portiere, la percentuale scende ulteriormente al 6% tra i giocatori di movimento. In queste giornate, solo Guglielmo Vicario e Manuel Locatelli hanno trovato spazio tra i titolari italiani, con il primo rimasto l’unico rappresentante italiano nelle partite contro Sassuolo e Atalanta. La rosa della Juventus attuale include solamente sette giocatori italiani, con ben 15 nazionalità diverse complessivamente rappresentate. Infortuni e scelte tecniche hanno contribuito a questo scenario, ma è chiaro che c’è un bisogno di ritrovare un equilibrio.
La strategia di Giovanni Carnevali per rafforzare la presenza italiana e il ruolo della Next Gen
Giovanni Carnevali, figura chiave nel club, sembra avere una chiara visione per il futuro. La strategia prevede di identificare i migliori giovani italiani prima che esplodano sul palcoscenico internazionale. Nomi come Lorenzo Palmisani per la porta, Antonio Raimondo per l’attacco e Alessandro Romano per il centrocampo sono esempi di potenziali rinforzi italiani. La politica non implica acquistare a qualsiasi prezzo o preferire italiani semplicemente per il loro passaporto, ma piuttosto conoscere meglio il mercato italiano. Inoltre, la Juventus ha investito significativamente nella sua seconda squadra, la Next Gen, con l’obiettivo di creare un flusso costante di giocatori pronti per la prima squadra. Se la Next Gen riuscisse a produrre uno o due giocatori pronti ogni due stagioni, il club potrebbe ridurre la spesa sul mercato e rafforzare la propria identità nazionale.